Ma comunque. Fortunatamente il vino l'avevamo bevuto a Lisbona.
Erano dieci giorni che speravo di sentire le note di un berimbau da qualche parte in giro per il Portogallo, ma fino a quel momento niente; né samba, né altro che potessi ricondurre alla Capoeira.
Stavamo passando per il porto, passeggiando verso il Porto, oltre il Douro, ad assaggiare un vino dopo l'altro direttamente alla fonte, pronti ad affrontare il pomeriggio alcoolico.
Quando abbiamo sentito i tocchi di bermibau – "cos'è questo suono?" – e quasi non ci credevo, all'ultimo giorno di viaggio prima di tornare indietro, da manuale. E invece.
Il gruppo stva facendo la cosueta roda di finemese sulla banchina del porto, lungo il fiume, con la folla che piano piano si radunava. Ero partito con l'idea che la capoeira fosse diffusa in Portogallo molto più che in Italia, ma forse mi sbagliavo.
Anche se cantavano tutti assieme, mi ha colpito che non c'erano le mani ad accompagnare il canto.
Ah.
Lungo il fiume era pieno di ragazzini in costume che si facevano il bagno, una scena che lungo il Tevere non credo di riuscire a vedere, ormai. E un cane, che abbaiava ma non entrava in acqua.
E poi c'era questa maglietta.
Ié.







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